sabato 28 ottobre 2017

Insieme creare


succede così.
un giorno ricevi un messaggio.
scrive una giovane donna. è simpatica, allegra, appassionata della vita. le brillano gli occhi, ché certi tipi di occhi luccicano anche in mezzo alle parole.
vorrebbe sistemare una casetta nella sua, di casetta.
fin qui bene, benissimo. ma il meglio deve ancora arrivare.
vivo queste situazioni con grande entusiasmo, ma anche con un briciolo di trepidazione. in fondo si tratta di entrare in una vita che non è la tua, condividere per un po' i sogni, i desideri, le attese non sempre facili da esprimere; puoi partecipare, esserci, ma mai devi cedere alla tentazione di ridurre eccessivamente la distanza.
non è facile, certo.
ma io conosco un segreto!
quando capisci che, in questi casi, il tuo progetto non è mai esattamente "tuo", che non reciti un monologo ma il dialogo di chi si intende a perfezione alla faccia dei chilometri e del mare, che si pensa insieme, si costruisce insieme, si crea, sì, si crea insieme, allora tutto diventa più semplice.
e l'emozione di esserci un pochetto dentro, in quella casa, in quella vita, in quei sogni, ah, non si può dire!
grazie, giulia, per avermi concesso di percorrere accanto a te un pezzo della tua strada. che sia lunga e brillante, come la luce dei tuoi occhi.





cou.cou-lamp blackberry/seigaiha - tessuto fianchi Insunsit - tetto in shantung di seta viola

giovedì 26 ottobre 2017

Isole


è una storia lunga, questa, e pure un tantino sofferta.
è la storia di un pesce che, sguazzando felice in acque lontane lontane, ha ritrovato la via di casa.
vivo in una terra bella e complicata, dove il concetto di identità pesa quanto un macigno, dove la potenza della Tradizione ti avvolge, e travolge, sostenuta da secoli di saperi, esperienze, memorie e consuetudini; dove il saper fare, quello vero, concreto, sfida l’evidenza della necessità per diventare arte, così, semplicemente, senza darti neppure il tempo di accorgertene.
l’ho ammirata, e tanto, quella tradizione, ma di sottecchi, come si contempla e si rispetta un dio grande, atterrita dalla paura dello spergiuro.
e, standomene in disparte, ho cercato la bellezza, quella semplice e purissima che ti entra dentro con l’irruenza di un sussurro. l’ho trovata in un arcipelago dell’oceano – io, isolana del mediterraneo! – e l’ho fatta mia con la dimestichezza di chi torna a casa.
nessuna contraddizione. niente di cui stupirsi.
l’ho capito adesso.
ho capito che quel sentirmi dentro, in un mondo che non mi appartiene, anagraficamente estraneo, deriva dal riconoscervi parte della mia storia. linearità delle forme, autorevolezza dei simboli, uso sapiente di tecnica e colori: sono lì ma sono anche qui, sono lì perché sono qui.
sardegna.
giappone.
la vicinanza della lontananza. l’identità della diversità.










BIG FISH realizzato in tessuto tradizionale sardo (Samugheo) con inserti di cotone giapponese decorato con motivi a stampa asanoha e nishikigoi

Maria Lai, Monumento in memoria di Grazia Deledda, Nuoro

martedì 10 ottobre 2017

L'automne est le printemps de l'hiver!


è primavera!... ops... autunno
mais... l'automne est le printemps de l'hiver!




Birdhouse con struttura in legno e rivestimento tessile

giovedì 28 settembre 2017

Non ho parole

non ho parole.

e per una che della chiacchiera impenitente e senza freno ha fatto la sua ragione di vita la faccenda in sé ha del miracoloso. tutta colpa (o merito, secondo l'opinione dei più) del Week Hand.
è andata così.
giusto giusto un anno fa, abbiamo partecipato ad uno degli eventi più elettrizzanti, coinvolgenti, stimolanti e divertenti dell'universo mondo. tornati a casa con la soddisfazione che traboccava dalla testa, dal cuore e dalle scarpe, non potevamo non tentare di replicare, sicuri di ripetere un'esperienza esaltante, ma incapaci di credere che si potesse alzare ancor più l'asticella delle aspettative.
e invece no.
perché ciò che sorprende del week hand è, appunto, che ti soprende. sempre. sempre di più.
potrei raccontare di artisti fuori dall'ordinario, di produzioni eccezionali in termini di creatività, purezza di stile, cura del dettaglio. potrei descrivere il piacere di conoscersi e rincontrarsi. potrei dire di una location che trasuda storia e cultura. potrei disegnare una piazza che profuma dei sapori inimitabili della cucina di Mister Happy e racchiude i sorrisi e l'entusiasmo di chi ha voglia di mettersi in gioco in workshop da paura per originalità e varietà.
potrei provare a definire la professionalità, il garbo e la competenza diFrancesca Baldassarrila preparazione senza confini e la simpatia travolgente di Gaia Segattini e la sua capacità di illuminare la via a chi, quella via lì, la percorre incespicando e senza mica tanto sapere dove sta andando. potrei dire di un'organizzazione ineccepibile, uno staff disposto a spendersi fino allo sfinimento senza mai perdere in cortesia e disponibilità e di un boss, Francesca Tassellipaziente, coraggioso, forte come la roccia, sensibile come solo una bestia, una bestia rara davvero, sa esserlo.
potrei. ma non lo faccio. tanto chi mi crederebbe?

p.s.: le foto sopra sono di Jo handmade design che, non paga di essere una creativa dall'indiscusso talento, oltre che una persona meravigliosamente meravigliosa, si è rivelata un autentico maestro dell'obiettivo.

questa invece è roba nostra:


...e sì che sono una donna di una certa età...


...e sì che siamo (perlopiù) gente di una certa età...


domenica 20 agosto 2017

ABORIJAPAN FISH

CHAPTER I


CHAPTER II


CHAPTER III


CHAPTER IV



Big fish XL - lunghezza 90 cm; L - lunghezza 60 cm; M - lunghezza 50 cm




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